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CRISI, DATI CGIL SU CASSA INTEGRAZIONE: 8.000 EURO IN MENO A LAVORATORE

22 gennaio 2011 12:07

Nel dettaglio la cassa integrazione ordinaria (cigo) ha segnato nel corso dello scorso anno una battuta d’arresto rispetto al 2009, totalizzando 341.810.245 ore con un calo del 40,7 per cento sull’anno precedente.
La cassa integrazione straordinaria (cigs) nell’intero periodo tra gennaio e dicembre 2010 ha registrato un consistente aumento sul 2009 pari a un +126,4 per cento per un volume di 488.790.424 ore di cigs.
Infine, per quanto attiene alla cassa integrazione in deroga (cigd) il 2010 si contraddistingue come l’anno record con 373.037.580 ore autorizzate, con un incremento del +206,5 per cento sull’anno precedente, coinvolgendo circa 180mila lavoratori.
 
Per la cigd si presenta quindi il problema del rifinanziamento, confermando l’allarme lanciato dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nella lettera inviata al ministro del Lavoro e dell'Economia: “Sono ancora molti i lavoratori che continuano a non ricevere il contributo economico nei tempi previsti – si legge nel rapporto – e lo stanziamento preventivato non copre i costi maturati visto che le ore di cigd sono aumentate di oltre il 200 per cento mentre lo stanziamento riflette la stessa cifra del 2009”.
Per quanto riguarda il solo mese di dicembre, invece, la cigo sul mese di novembre è tornata ad aumentare del 3 per cento con 21.445.226 ore autorizzate. Un dato che per la Cgil “conferma come la ripresa produttiva non sia ancora capace di muovere positivamente l’occupazione nei settori produttivi”.
Nella maggioranza dei settori c’è, infatti, una riduzione delle ore di cigo ma in quello alimentare, nell’edilizia, nell’energia, nei servizi e nelle attività concesse con l'agricoltura si conferma la tendenza ad un nuovo aumento. La cigs segna, sempre a dicembre, un aumento sul mese precedente del 11 per cento, recuperando il calo registrato a novembre, con 43.196.167 ore autorizzate.
L’aumento tendenziale è invece del 36,7 per cento. I settori con incrementi maggiori anno su anno sono: il metallurgico +304,1 per cento (che resta quello con l’aumento maggiore), il legno +246,5 per cento, il meccanico +219,8 per cento, l’edilizia +213,8 per cento, carta e poligrafiche +116,2 per cento e il commercio +56,6 per cento.
 
Secondo l’analisi della Cgil “la cigs presenta un numero crescente di ore e di aziende coinvolte, prima transitate in cigo e ormai stabilmente in cigs, determinando una situazione che diventa sempre più preoccupante per le prospettive occupazionali”.
Infine la cigd diminuisce a dicembre sul mese precedente del 29,6 per cento per un monte ore complessivo pari a 21.812.163, mentre su dicembre 2009 l’aumento registrato è del 7,4 per cento.
 
I settori con il maggiore ricorso continuano ad essere quelli che non rientrano nella normativa attuale della cigs. Tra quelli con più occupazione c’è l’edilizia, il cui aumento risulta il più consistente da inizio anno, pari a +794,1 per cento sul 2009. Segue il settore chimico +241,2 per cento, il legno +371 per cento, il commercio +276,6 per cento, carta e poligrafiche +227,2 per cento.
La piccola industria meccanica +164,9 per cento ha il volume più alto con 112.569.399 ore. Le regioni maggiormente esposte con la cigd restano la Lombardia con 87.720.997 ore da inizio anno (+131,7 per cento sul 2009) e l’Emilia Romagna con 54.590.976 ore (+486,6 per cento).
I ricorsi ai decreti Cigs nel corso dell’intero 2010 sono stati 6.751 con un aumento del 71,8 per cento sul 2009. I decreti riguardano 9.350 unità aziendali e si conferma un aumento delle crisi aziendali (+79,8 per cento), che rappresentano il 70,9 per cento del totale dei decreti.
 
Tra le altre causali significative per numero dei decreti restano le domande di ricorso al fallimento (+57,1 per cento), al ricorso al concordato preventivo (+47,7 per cento), in amministrazione straordinaria (+53,2 per cento). Aumentano i contratti di solidarietà del +74,7 per cento, che rappresentano il 14,4 per cento del totale dei decreti, mentre le domande di ristrutturazione aziendale sono solo 161, appena il 2,4 per cento dei decreti, e le conversioni aziendali 13, lo 0,2 per cento del totale dei decreti.
Lo studio della Cgil rileva il fatto che è stata “costante per tutto il 2010 la tendenza negativa all’aumento degli interventi di tipo passivo verso le imprese mentre quelli che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale dell’impresa – spiega il rapporto – non raggiungono una percentuale rilevante”, pari cioè al 5,8 per cento del totale dei decreti. 
Il sindacato di Corso d'Italia sottolinea, come sia “presumibile”, che i lavoratori coinvolti nel corso dello scorso anno in processi di cassa integrazione, considerando le medie di esposizione fatte registrare negli anni precedenti, siano stati oltre due milioni. Se, al contrario, si fa riferimento a un livello medio di ricorso alla cig, ovvero il 50 per cento del tempo lavorabile globale (26 settimane), si confermano in questo periodo oltre 1.552.000 lavoratori in cigo, in cigs e in cigd.
Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore per tutto il 2010 (52 settimane lavorative) si determina un’assenza completa di attività produttiva per 576.455 lavoratori, di cui 178.658 in Cigd.
Il rapporto Cgil denuncia “una situazione economica e sociale sempre più insostenibile per milioni di lavoratori” che ricevono coperture economiche “inconsistenti e irrisorie mentre molti continuano invece a restare senza sostegni”.
L’analisi, infine, calcola come, nel corso del 2010, i lavoratori parzialmente tutelati dalla cig hanno perso nel loro reddito 4.615.489.747 euro netti, mentre ogni singolo lavoratore, che è stato a zero ore in tutto questo periodo, ha avuto una perdita economica certa, anche al netto del consumo effettivo delle ore di cig autorizzate, di 8.007 euro netti. 

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