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EDITORIALE

SANREMO 2012, ORA PARTE IL RICONTEGGIO

15 febbraio 2012 11:05

Di LUIGI CRESPI -La rottura del sistema di voto a Sanremo rappresenta una delle figure più meschine nella storia del glorioso Festival della canzone italiana. Figuraccia in mondovisione, segno di un tempo sempre più dominato da sciatti dilettanti. Al Festival mancava un capo e una coda, è stato uno spettacolo senza continuità, senza un legame narrativo irto e ruvido persino fastidioso.

Gianni Morandi è un padrone di casa spaesato e infastidito. La super diva” è stata rimpiazzata dalle due showgirl nostrane, la Canalis (non si capisce perché a lei è consentito andare dove fu vietato a Morgan visto che hanno le stesse abitudini) e Belen, la cui bellezza ormai appare abusata. Unica eccezione Papaleo, irriverente con i suoi “vaffanculo” che tanto si adattavano al palco dell’Ariston con un paio di monologhi degni di un attore, esaltanti soprattutto a confronto con Pupo e Celentano, animato dai deliri senza pause di cui si sente una mancanza assoluta.

Contro la guerra, contro il deficente di Aldo Grasso, contro chi lo paga, contro L’Avvenire e Famiglia Cristiana (chissà perché…) con tutta la merda che pubblicano tutti i giorni, il Molleggiato se la prende con i giornali curiali e perché non ha messo nell’elenco l’Osservatore Romano? Poi la Consulta l’appoggio a endorsemen a Santoro, alla sovranità popolare e l’appello a Gesù (quello non manca mai); neanche quando si è dato alla musica siamo riusciti ad avere un minimo di sollievo.

Insomma un due palle inaudite, la noia imperante, un festival austero e sobrio, ma anche equamente noioso in tutte le sue parti. Le canzoni, la musica? Pochi lampi che non hanno illuminato il palco dell’Ariston: la presenza surreale di Battiato, il pezzo di Lucio Dalla e la sua direzione d’orchestra e una sorprendente Arisa rimodellata e così diversa da lasciarci a bocca aperta mentre cantava uno dei pochi pezzi decenti del Festival. La mostruosità di Finardi che cantava male una brutta canzone poteva evitare di approdare al festival e la Bertè che dovrebbe denunciare il suo chirurgo estetico che l’ha devastata e trasformata in un mostro.

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